Intervista a La Voce di New Yorkgiornale online in lingua italiana e inglese fondato e diretto da Stefano Vaccara. Punto di riferimento culturale per chi è alla ricerca di un'informazione di approfondimento libera e di qualità in lingua italiana, La Voce di New York raggiunge una vasta e diversificata comunità di lettori.

Giuseppe CONTINIELLO: istruzione, ricerca e formazione per rilanciare l’Italia. Il candidato di LIBERI e UGUALI non ha dubbi: "gli investimenti in ricerca e formazione sono la condizione per uscire dalla crisi".

Una scuola povera, senza mezzi, con insegnanti mortificati determina una società frantumata, rancorosa e ignorante di tutto. E allora: si parte dall’adeguare gli stipendi degli insegnanti agli standard europei... Potenzierò e riformerò la scuola italiana all’estero: più scuole italiane all’estero, non solo per i figli e per i nipoti degli Italiani, ma anche per i tanti che sanno che la cultura italiana è preziosa"

Da quanti anni e perché vive all’estero? Perché ha deciso di candidarsi e perché con questa lista?

“Ho 45 anni e vivo a Montréal, in Canada, dal 2011. Sono nato a Milano. Ho studiato in Sardegna e in Toscana. Ho conseguito il Ph.D. in Relazioni internazionali, sono laureato in Scienze politiche e, all’Università per Stranieri di Siena, ho conseguito il titolo di dirigente degli Istituti scolastici italiani all’estero. Sono giornalista e consigliere in comunicazione e in orientamento per organizzazioni comunitarie. Ho scelto la Belle Province, il Québec, perché qui la vecchia Europa incontra il Nuovo Mondo. La mia città è un modello di interculturalità dove ognuno va fiero della propria cultura d’origine e assieme agli altri definisce una cultura comune, nella quale la diversità non è l’altro, ma il noi altri. Sono in Liberi e Uguali perché credo nel merito se tutti, però, si parte dalla stessa linea di partenza e perché sono fermamente convinto che il solo cambiamento possibile sia quello nell’interesse dei molti che hanno poco e non dei pochi che hanno troppo”.

Quale considerate il problema più immediato dell’Italia e come si dovrebbe affrontare?

“Istruzione e ricerca: al primo posto. Da troppo, ormai, l’Italia è agli ultimi posti per investimenti in cultura. Perché la scuola funzioni davvero gli insegnanti devono essere fieri del proprio lavoro, così da restituire il meglio di loro stessi ai loro studenti. Una scuola povera, senza mezzi, con insegnanti mortificati determina una società frantumata, rancorosa e ignorante di tutto. E allora: si parte dall’adeguare gli stipendi degli insegnanti agli standard europei. Poi, si investe nell’edilizia scolastica e si continua con programmi di alternanza scuola-lavoro per offrire agli studenti strumenti per comprendere il mondo del lavoro e portarvi elementi di innovazione e di spirito critico. Gli investimenti in ricerca e formazione sono la condizione per uscire dalla crisi. Pertanto, sul piano della formazione, occorre ripensare radicalmente i tirocini in azienda e i crediti per esperienze in impresa. Su quello della ricerca, è necessario creare un Fondo Nazionale per la Ricerca di Base e attivare, da subito, Corsi Superiori a valenza nazionale di Management della Ricerca e dell’Innovazione, volti sia a diffondere nuove competenze che a formare esperti capaci di valorizzare i risultati scientifici e tecnologici e di trasferire innovazione nel mercato”.

Quale problematica inerente gli interessi dei cittadini italiani residente all’estero e in particolare in Nord-Centro America considera la più urgente e cosa proporrebbe fin dal primo giorno dell’apertura dei lavori del Parlamento?

“Considero più urgente il tema di come è cambiato il mondo dell’emigrazione italiana, che si è arricchito di nuove espressioni di mobilità, per nulla tutelate. Proporrei, fin dal primo giorno, la parità di diritti con gli Italiani residenti in Italia, abolendo i diritti tassati (come quello sul riacquisto della cittadinanza e l’IMU sulla casa in Italia)".

Sarebbe disposto e quanto ad andare contro le decisioni del suo partito qualora queste andassero a sfavore dei cittadini italiani all’estero? C’è una forza politica o un leader politico al quale non voterebbe mai la fiducia in Parlamento anche se il partito ve lo chiedesse?

“Si, nel modo più convinto. L’interesse degli Italiani all’estero è la mia priorità. Matteo Salvini e la sua Lega, contraria agli stranieri e a tutto ciò che è straniero”.

Il Nord e Centro America è una zona enorme, dal Canada al Messico e oltre, come pensa realmente di conoscere e rappresentare tutte le comunità di italiani che ci vive? Non c’è il rischio di un distacco e di una vita “romana” lontana dai problemi di chi vi ha eletto?

“I Com.It.Es., emanazione diretta delle comunità territoriali, e i Patronati, ripensati anche per fornire assistenza per l’inserimento nel tessuto sociale delle società ospiti degli Italiani di nuova emigrazione sono, con il CGIE (organismo di raccordo e di sintesi delle proposte e delle richieste dei Com.It.Es. e delle associazioni italiane all’estero), fondamentali come organi di conoscenza e di consulenza specifica del parlamentare eletto all’estero. Se questo non perde il contatto con: Com.It.Es., Patronati e CGIE non corre nessun rischio di distacco dal proprio territorio”.

La lingua italiana è fra le più studiate al mondo (la quarta…). Eppure le cattedre nelle università del Nord America diminuiscono… Cosa farebbe di concreto per promuoverla in modo migliore nel Nord e Centro America?

“Potenzierò e riformerò la scuola italiana all’estero: più scuole italiane all’estero, non solo per i figli e per i nipoti degli Italiani, ma anche per i tanti che sanno che la cultura italiana è preziosa; insegnanti di qualità (penso alle abilitazioni e alle certificazioni internazionali per l’insegnamento della lingua italiana all’estero). Materiale didattico aggiornato (l’importanza delle piattaforme informatiche per l’insegnamento della lingua e della cultura italiana)”.

Cosa vorrebbe che l’Italia imitasse dalla democrazia degli Stati Uniti (Canada, Messico, Repubblica Dominicana…)  e cosa invece vorrebbe che il suo paese di residenza imparasse dal modo di far politica in Italia? 

“Vivo in Canada e vorrei che la politica italiana imparasse il rispetto che qui si ha per gli avversari. Vorrei che il Canada imparasse dall’Italia che fare politica significa anche interessarsi della bella Italia fuori d’Italia”.

C’è un personaggio storico italiano (nella politica come della letteratura, arti, scienza…) al quale vorrebbe ispirarsi nei valori e nelle idee per la vostra carriera in Parlamento?

“‘La coerenza è comportarsi come si è, e non come si è deciso di essere. Sandro Pertini, capo dello Stato amatissimo perché fu capace di riavvicinare le istituzioni ai cittadini”.

Cosa pensa delle problematiche sulla parità di genere? Gli abusi sessuali sulle donne: un problema urgente che necessita immediati interventi anche legislativi, oppure solo uno scandalo di Hollywood? E in Italia, è giunto forse il momento di eleggere un donna?

“L’uguaglianza non ammette distinzioni. Sono necessari progetti formativi, anche scolastici, efficaci sull’educazione affettiva, sessuale e alle differenze e devono essere introdotte misure efficaci, dal punto di vista normativo, per inasprire le pene e renderle certe per chi commette violenza nei confronti delle donne. Per rendere le donne libere di scegliere e maggiormente fiduciose nel proprio futuro, è davvero tempo che una donna sia eletta Presidente della Repubblica. L’Italia sarebbe, certamente, un Paese migliore!”.




Venerdi 9 febbraio 2018, presso il Columbus Centre, il Comites di Toronto  ha organizzato un incontro tra i candidati della circoscrizione del Centro e Nord America e la comunita' nell'ambito delle attivita' che il Comites, come organo di rappresentanza degli Italiani all'estero, e' chiamato a promuovere per contribuire allo sviluppo civile e culturale della comunita' che rappresenta" sottolinea in una nota la Presidente del Comites canadese Michela Di Marco, che aggiunge " lo si e' fatto con spirito di servizio ed entusiasmo perche' il Comites crede che, soltanto attraverso il confronto e il dialogo pacato e costruttivo, si possano realizzare i veri valori della democrazia".

ITALIANI ALL'ESTERO - POLITICHE 2018 - INCONTRO CON I CANDIDATI

E "Vi e' stata un'ottima risposta da parte dei candidati che hanno aderito numerosi all'iniziativa. Infatti ben 16 avevano confermato la loro partecipazione, ma in 15 vi hanno preso parte, in quanto il candidato del Movimento 5 Stelle, Fiorenzo Borghi e' rimasto bloccato a New York, causa mal tempo. Lo stesso ha inviato un messaggio che e' stato letto alla platea. 
I candidati presenti invece sono stati: - Rosanna Di Pierdomenico di CIvica Popolare Lorenzin;
- Leonardo Metalli e Paolo Canciani del MAIE Movimento Associativo; 
- Giuseppe Continiello, Pierluigi Roi e Tony D'Aversa di Liberi e Uguali
- Rocco Di Trolio, Giovanni Faleg, Francesca La Marca, Pasquale Nestico, Angela Maria Pirozzi, Isabella Weiss di Valbranca del PD;
- Luca Palazzotto e Francesco Gualtieri di Piu' Europa con Emma Bonino; 
- Matteo Gazzini della Lega per la formazione del Centro destra Salvini-Berlusconi-Meloni.

Presenti anche molti organi di stampa e media on line, a partire dal Corriere Canadese, Lo Specchio, Panorama Italian Canadian, Omni TV, Chin Radio/TV, RAI International, Italiani.ca, inoltre l'intera serata e' stata trasmessa live su Facebook su Insieme TV di Enzo Di Mauro. 

I candidati che hanno molto apprezzato l'opportunita' data loro dal Comites di presentare i loro programmi ai connazionali di  Toronto: due minuti ciascuno per presentarsi, per parlare del loro impegno a livello sociale e delle iniziative che intendono intraprendere.  La moderatrice dell'incontro, la giornalista e scrittrice Daniela Sanzone, ha, quindi, posto tre domande a cui a turno tutti hanno risposto. 

Pur nella diversita' dei punti di vista, i candidati hanno mostrato qualita' morale e intellettuale, generosa passione ed eloquenza nell'esporre le proprie tesi e quelle del proprio partito. 
Il pubblico ha partecipato attivamente all'incontro, ponendo numerose domande, sopratutto riguardanti il riacquisto della cittadinanza, la copertura sanitaria, il finanziamento della ricerca e della cultura all'estero. 

I Presenti hanno così  avuto modo di conoscere piu' approfonditamente i programmi di ciascun partito, ma soprattutto le persone e personalita' che cercheranno di metterli in pratica. 
La presidente del Comites Di Marco ha, quindi, concluso ringraziando i presenti per aver accolto l'invito, augurando loro una buona campagna elettorale e sottolineando quanto il loro compito possa essere arduo nel rappresentare le varie istanze delle comunita' italiane residenti all'estero. 

L'incontro, molto apprezzato dai candidati e dai partecipanti, ha costituito il primo evento dell'anno del Comites di Toronto che lo ha concepito come un servizio di informazione da rendere alla comunita' per fare una scelta politica consapevole e  per sensibilizzare la comunità al voto.  

E' stato sicuramente un momento utile, costruttivo e istruttivo per tutti." dichiara infine la Presidente Di Marco "Il Comites -  continuera' a lavorare per essere un forte punto di riferimento ed una istituzione  di servizio per la comunita' italiana.


Gino Bucchino: “Liberi e Uguali unica forza che difende valori e diritti irrinunciabili dei cittadini italiani all’estero”

L’ex parlamentare della XV e XVI legislatura appoggia D’Aversa, Roi e Continiello, candidati nella ripartizione estero America settentrionale e centrale

“La proposta del Presidente Grasso è la più convincente per l’Italia e per gli Italiani: si basa sui diritti di cittadinanza, di uguaglianza sociale e di riscatto generazionale che per anni sono stati calpestati e dimenticati”. Lo afferma Gino Bucchino, eletto nel 2006 e nel 2008 alla Camera dei Deputati, ora in Liberi e Uguali, la formazione guidata dal presidente del Senato Pietro Grasso. “Tony D’Aversa, Pierluigi Roi e Giuseppe Continiello - spiega Gino Bucchino - sono candidati seri e autorevoli, con proposte tangibili per i cittadini italiani del Centro e Nord America: dal recupero della cittadinanza al rafforzamento delle reti consolari, passando per lo snellimento della burocrazia”. Lavoro, istruzione e sostenibilità ambientale vanno di pari passo alla crescita economica: “Lasciare indietro uno di questi elementi significa creare squilibri per il tessuto sociale: ecco perché nessuno deve essere dimenticato. Questo - afferma Gino Bucchino -è l’obiettivo di Liberi e Uguali che D’Aversa, Roi e Continiello perseguiranno nel cammino della prossima Legislatura”. Secondo Gino Bucchino le prossime elezioni saranno decisive per il futuro della Nazione: “L’avanzata dei partiti xenofobi e le proposte politiche di stampo razzista impongono una seria riflessione per ciascun elettore: votare Liberi e Uguali permetterà il rafforzamento delle istituzioni democratiche e dei valori legali alla multiculturalità”.



Cambiamento climatico, perché gli elettori possono fare la differenza

La Redazione

2 FEBBRAIO 2018 - La comunità scientifica mondiale ha espresso in molteplici occasioni la pericolosità per il genere umano del cambiamento climatico in atto. L’innalzamento delle temperature è stato causato dall’inquinamento prodotto negli ultimi due secoli dall’industria pesante e dall’industria chimica, alle quali si aggiungono i comportamenti scorretti dei cittadini come l’uso delle auto per brevi spostamenti, la costruzione di abitazioni con materiali non coibentanti, la produzione di materiale non riciclabile.

L’accordo sul clima di Parigi, sottoscritto da 195 Paesi nel 2015, prevede nei suoi punti salienti il blocco dell’innalzamento della temperatura, da tenere sotto i 2°, numero critico per l’intero pianeta; l’aiuto per i Paesi in via di sviluppo nell’utilizzo di strumentazioni moderne per inquinare meno, attraverso la creazione di un fondo; l’abbattimento delle emissioni di gas serra.

Tra la teoria e la pratica passa la volontà effettiva di ciascuna Nazione, perché crescita economica così come la si è fino ad oggi teorizzata significa maggiore inquinamento. Cambiare il paradigma economico, d’altro canto, è l’obiettivo principale per la tutela del pianeta. Gli investimenti in tecnologie meno inquinanti, in risorse energetiche naturali, in mezzi pubblici in grado di abbattere le emissioni devono essere la stella polare della prossima classe dirigente, non solo italiana ma anche mondiale. Perché una nuova via green potrebbe salvare l’esistenza dell’umanità.

La presidenza statunitense guidata da Donald J. Trump rinnega il ruolo umano nel cambiamento climatico. Il taglio dei finanziamenti all’EPA - Environmental Protection Agency - è stato il primo passo di una politica economica che si basa, per l’appunto, sul vecchio paradigma di crescita, basato sulla produzione senza limiti e, per giunta, su un conservatorismo del mercato interno che poco ha a che fare con la storia recente degli Stati Uniti. Scegliere la guida mondiale è un passaggio delicato per una comunità internazionale che per anni si è convinta che Washington mantenesse inalterato un certo pragmatismo. Ma, in vista dei cambiamenti epocali che ci attendono, pare evidente che il ruolo di capo classe degli Stati Uniti sta perdendo vigore.

È l’Unione Europea da guardare come modello. Infatti, tutti i Paesi del vecchio continente appartenenti alla comunità, diventata sempre più forte con l’approvazione dei vari trattati, non solo hanno sottoscritto l’accordo di Parigi ma vanno nella direzione dell’incremento di produzione di energia da fonti rinnovabili. Già nel 2017, secondo Eurostat, l’Italia è addirittura un modello virtuoso. “Alla fine del 2015 - spiega Repubblica - la percentuale coperta dalle energie rinnovabili sul totale dei consumi corrisponde al 17,5%, mezzo punto percentuale in più rispetto al target fissato”. E ancora: “Sempre nel 2015, in Europa l'energia prodotta da fonti rinnovabili - spiega il quotidiano - ha toccato il 16,7% del consumo finale, in aumento di 6 decimali rispetto all'anno precedente. L'obiettivo dell'Unione europea per il 2020 è il 20% sul totale e, dato il trend in continuo aumento e i risultati già raggiunti, Bruxelles ha fissato al 30% la percentuale da raggiungere nel 2030”.

È giunto il momento di decidere quale modello di crescita seguire: quello inquinante che mette a repentaglio la salute dei cittadini e del pianeta, o quello sostenibile. Gli elettori, in questo, possono fare la differenza, votando quelle forze che hanno inserito nel programma elettorale un serio piano di sfruttamento delle energie rinnovabili, viste come una risorsa e non come un pericolo.

 

 

ALLA CASA D'ITALIA DI MONTRÉAL SI ACCENDE LA LUCE

01 FEBBRAIO 2018 - Il nuovo Post sul blog di Giuseppe CONTINIELLO



Eurispes, Rapporto Italia 2018: i migranti producono l'8,8% del PIL, pari a 127 miliardi di euro

La Redazione

30 GENNAIO 2018 - “I confini sono tracciati sulle carte, ma sulla terra come Dio la fece, per quanto si percorrano i mari, per quanto si cerchi e si frughi lungo i corsi dei fiumi e sul crinale delle montagne, non ci sono confini su questa terra”: è la citazione di un film degli anni ’50 sceneggiato da Federico Fellini e diretto da Pietro Germi. La pellicola, “Il cammino della speranza”, racconta la storia degli immigrati italiani intenti a spostarsi in Francia. Una storia che sembra essere stata dimenticata da quei partiti senza scrupoli che, pur di accaparrarsi un consenso elettorale, mistificano la realtà sulle nuove migrazioni verso l’Italia. Che è ben diversa.

L’Eurispes presenta oggi il Rapporto Italia 2018, dal quale si evince la distorsione penetrata nel tessuto sociale del Paese causata da mass media e organi d’informazione che la questione migratoria l’hanno mal raccontata. Infatti, così come spiega il Presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara, solo 1/3 degli italiani valuta correttamente la percentuale di immigrati presente nel Paese, pari all’8%. Oltre la metà dei cittadini pensa erroneamente che l’Italia sia invasa da immigrati di ogni tipo. “Le persone regolari provenienti da altri Paesi sono poco più di 5 milioni - spiega Gian Maria Fara - e producono l’8,8% del PIL, pari a 127 miliardi di euro. Gli italiani sono sensibili al tema - prosegue il Presidente dell’Eurispes - che crea preoccupazioni non realistiche e non legate a dati oggettivi”.

Soluzioni politiche, non soluzioni elettorali. È questo che serve ai cittadini italiani: forze in grado di garantire soluzioni a lungo termine risparmiando il costo umano. E l’evoluzione della campagna elettorale 2018 ne è un esempio lampante: le destre, dalla Lega di Matteo Salvini fino a Fratelli d’Italia guidata da Giorgia Meloni, senza dimenticare Silvio Berlusconi, padre padrone di Forza Italia, sono stati in grado di mistificare i fatti, tanto da creare grande confusione tra gli elettori.

Laddove i migranti vengono inseriti e accompagnati in percorsi legali, lavorativi e scolastici essi divengono una risorsa per l’intero Paese. I dati Eurispes sono incontrovertibili. Per questo motivo, prendendo esempio dalle best practice già esistenti, come in Canada, è necessario arrivare alla legge sullo ius soli, così da garantire pieni diritti e cittadinanza ai nuovi italiani, anch’essi parte del futuro dell’Italia, anch’essi protagonisti della ricostruzione dalle macerie morali ed economiche del nostro Paese.

 

 

INTERNATIONAL EXPERIENCE CANADA 2018.

TUTTO da migliorare!

Giuseppe CONTINIELLO

29 GENNAIO 2018Nonostante la grande voglia di Canada, sono pochi gli Italiani che riescono a ottenere la tanto agognata residenza permanente. L’Italia è agli ultimi posti nella classifica generale di quelle concesse. I numeri parlano da soli.

I dati, infatti, sono sconfortanti se comparati con le residenze permanenti concesse agli Inglesi, ai Francesi, ai Tedeschi e agli Spagnoli, per restare al solo ambito europeo.

La nota dolente: l'accordo firmato dall'Italia consente ai nostri connazionali di lavorare per soli 6 mesi e non è rinnovabile. Altre nazioni europee offrono condizioni di gran lunga più favorevoli ai loro giovani emigrati, con intese di almeno 12 mesi, rinnovabili. Condizione necessaria per depositare domanda di residenza permanente.

Oltre a questa difficoltà, per coloro che arrivano in Canada dall'Italia i disagi sono molteplici anche a causa delle costose incombenze burocratiche e, soprattutto, per la mancanza d'informazione e di punti di riferimento. Resta forte, fortissimo, il desiderio di migliorare le proprie condizioni di vita in Canada, ma questi ostacoli sviliscono, di fatto, la maggior parte delle aspettative.

I posti riservati all'Italia dal programma vacanza-lavoro sono pochi e vanno aumentati. E la procedura di assegnazione snellita.

In conclusione, 6 mesi non sono sufficienti né per ambientarsi né per richiedere la residenza permanente (ne occorrono almeno 12 di lavoro a tempo pieno). Coloro che desiderano stabilirsi nel Paese hanno bisogno di più tempo per essere competitivi sul mercato del lavoro e per giocarsi la loro grande occasione.


LIBERI e UGUALI è quello che siamo

28 GENNAIO 2018 - Il nuovo Post sul blog di Giuseppe CONTINIELLO


 


I poveri sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi. Ma cambiare si può

La Redazione

26 GENNAIO 2018 - L’annuale rapporto dell’organizzazione non governativa Oxfam sulle diseguaglianze globali è ormai divenuto un documento chiave per comprendere i principali trend relativi alla distribuzione del reddito tra le varie fasce di popolazione del pianeta. E puntualmente l’ONG con sede nel Regno Unito racconta un mondo dove una piccolissima parte di abitanti, pari all’1% - perlopiù composta da uomini, e nella fattispecie da amministratori delegati, titolari di fondi d’investimento, grandi azionisti - mantengono una quota stratosferica della ricchezza prodotta.

Nel solo 2017, l’82% dell’incremento di ricchezza globale è infatti andato nei conti correnti dei più ricchi del mondo, con 3,7 miliardi di esseri umani economicamente poveri rimasti al palo, non avendo beneficiato in nessun modo di tale crescita.

In Italia il reddito nazionale disponibile lordo del 10% più povero degli abitanti del Belpaese è diminuito di oltre il 23%, con il 20% degli italiani ricchi che nel 2017 deteneva il 66% della ricchezza nazionale netta.

Dati sconfortanti, ai quali è necessario prestare attenzione. Perché? I diritti della maggior parte dei cittadini - dalla salute al lavoro, passando per la scuola - sono costantemente sotto attacco e oggetto di tagli ai fondi. Tra proposte di flat tax che andrebbero, ancora una volta, ad avvantaggiare le classi con alto reddito, la diminuzione dei diritti dei lavoratori in seguito al passaggio del jobs act, la difficoltà per i più giovani senza garanzie di contratti stabili di poter accedere ad un mutuo per comprare una casa, è la classe media ad essere scomparsa. Così come è avvenuto in altri Paesi, come gli Stati Uniti, dove le tutele sindacali sono ai minimi e la possibilità di accedere alle cure sanitarie un privilegio non per tutti.

Politiche volte al garantire redditi equi, senza distinzioni tra uomini e donne e senza eccessive differenze tra i lavoratori e gli amministratori delle aziende aiuterebbero, spiega l’Oxfam, alla diminuzione delle diseguaglianze, avviando un processo positio di crescita economica generalizzata.

Combattere lo spreco di denaro pubblico, riversando i fondi nella formazione scolastica e universitaria e nella tutela dei servizi sanitari permetterebbe la rinascita di un Paese, come l’Italia, dove sono costituzionalmente tutelati il diritto al lavoro, alla salute, all’istruzione.

Il fardello d’essere chiamato Belpaese è, per l’Italia, un motivo di assoluto impegno. E la buona politica passa attraverso cittadini consapevoli delle proprie capacità e dei propri diritti.